Puntata N.19 del 3/2/2020 “Essure: rilascio di particelle tossiche”

A Radiomia, si torna a parlare del dispositivo medico Essure, con Luca Alghisi.
Egli è il compagno di una donna che ha riportato gravi danni a seguito dell’ impianto. Luca inizia a descrivere il dispositivo per la sterilizzazione permanente, venduto da Bayer dal 2013 ed inizialmente sviluppato da Conceptus nel 2002. Essure è stato ritirato dal mercato, in EU da maggio 2017 e negli Stati Uniti da dicembre 2019. Ufficialmente per motivazioni economiche.
Come funzionava? Si tratta di 2 micro inserti che venivano inseriti tramite isteroscopia nelle tube della donna, una volta posizionati, i micro inserti hanno una molla esterna che si allarga bloccandoli, ed una molla interna dove sono contenute delle fibre di PET, sono proprio queste fibre ad innescare una reazione del sistema immunitario che crea del tessuto cicatriziale attorno ad Essure impedendo così il passaggio degli spermatozoi, o quanto meno questa era la teoria, perché ci sono stati casi in cui le donne con Essure sono comunque rimaste incinta.
Essure era venduto come una valida alternativa alla legatura delle tube perché richiedeva una procedura mininvasiva per l’inserimento, tant’è che poteva anche essere effettuato all’interno di uno studio medico, aggiungendo che alcuni dottori che lo inserivano nei loro studi, ricevevano un incentivo economico da parte di Bayer superiore rispetto a quello che avrebbero ricevuto se lo avessero impiantato in clinica. Aggiunge che in Italia, Essure era rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale.
Essure è composto da una molla esterna, fatta di Nitinol (lega Nickel – Titanio), quella interna è di acciaio inossidabile, poi ci sono degli anelli ed un marker composti di una lega Platino – Iridio, delle saldature in Stagno – Argento ed infine le fibre di PET (poliestere) di cui ha parlato precedentemente.
La sua compagna, quando è stata visitata preimpianto, ha dichiarato di avere un’intolleranza al nickel (aveva una reazione cutanea che si può avere con i bottoni dei jeans). L’anestesista l’ha segnato sulla cartella clinica, mentre il dottore ha minimizzato, mettendo un punto di domanda, e dicendo che la quantità era talmente minima che non poteva dare problemi.
A posteriori, quando hanno capito che i problemi che lei stava affrontando potevano essere dovuti ad Essure, hanno chiesto di fare il patch test, test dove ti mettono dei cerotti sulla schiena per 48 ore e si vede la reazione ai vari metalli, e lei è risultata allergica al nickel.
Inotre, parlando con un dottore in Olanda che è molto esperto di Essure, che lavorava per Bayer, gli ha riferito che i materiali che sono stati usati per Essure vengono usati anche per altri tipi di dispositivi, però quei materiali messi insieme e messi all’interno delle tube, creavano una reazione che non si sapevano spiegare.
La lista degli effetti collaterali è abbastanza lunga: fitte alla schiena, annebbiamento della vista, tremori, dolori articolari, scosse dal collo all’osso sacro, confusione mentale, problematiche dentali.
Luca racconta di un episodio specifico, che risale a circa 4 anni fa, in cui riuscì a prendere in tempo la sua compagna che cadde, a peso morto. Si spense per alcuni secondi. Aggiunge che i dispositivi possono anche migrare, quindi spostarsi da dove sono stati impiantati, infatti, in un rapporto sugli eventi dannosi collezionati dalla FDA (la Federal Drug Administration, che sarebbe un corrispettivo dell’agenzia del farmaco italiana) tra il 2002 ed il 2015, su 9900 donne che hanno riportato problemi, 800 (quindi + del 8%) hanno riportato problemi di migrazione. Il dispositivo finiva nell’utero infiammandolo, bucava le tube e andava ad infiammare anche l’ intestino o gli organi vicini, perché ovviamente, ogni cosa che toccava subiva lo stesso effetto di reazione immunologica che era stato previsto per le tube.
Bisogna tener conto anche che, uno studio recente di un laboratorio di Lione dichiara che è stato riscontrato il rilascio di stagno in più del 90% delle donne esaminate a causa della corrosione dei dispositivi, cosa, per altro, già evidenziata da uno studio del 2004 fatto dal produttore (che all’ora era Conceptus).

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0301211520302219


Praticamente, lo studio del laboratorio di Lione, dice che dopo 3/6 mesi le saldature si corrodono molto rilasciando lo stagno, che è stato poi ritrovato nei tessuti delle donne.
In Italia, ci sono circa 7000 donne impiantate, e molte di loro non sanno che i problemi che stanno passando sono dovuti ad Essure. Difatti, le donne, che interrogano i dottori a causa del peggioramento delle loro condizioni di salute, si sentono dire che sicuramente i problemi che stanno affrontando non sono correlati ad Essure. In alcuni casi prescrivono ansiolitici e potenti antifiammatori a base oppiacea, come nel caso della sua compagna. Dicono che sono problemi dovuti magari all’età, oppure, come nel caso della sua compagna, vengono definite ipocondriache che siccome non accettano il dispositivo si inventano i loro dolori, o addirittura, che la colpa era tutta da dare ad internet dove chissà chi, metteva in circolazione queste voci solo per fare soldi, che loro sanno impiantare, mentre all’ estero sono incapaci. Sta di fatto che in molti casi i dottori stessi consigliano comunque la rimozione, quindi non è colpa del dispositivo, ma è meglio rimuoverlo.
Il problema più grande è la rimozione, perché non esiste un protocollo purtroppo. Per poter rimuovere correttamente Essure bisogna avere certe accortezze, perché durante l’operazione non bisogna assolutamente tirare i dispositivi o tagliarli per evitare che si creano dei frammenti che, come già detto prima, possono far iniziare una nuova reazione immunologica in qualche altro organo.
Non esistendo un protocollo ufficiale per la rimozione di Essure, nemmeno da parte di Bayer (perché il dispositivo era stato sviluppato come un dispositivo permanente), i dottori, in tutto il mondo hanno causato ulteriori problemi a molte donne che hanno poi dovuto operarsi più volte per cercare di guarire. Bisogna tener conto, che mentre i frammenti di metallo possono essere scoperti con una lastra, quelli di PET no, quindi si tratta di aprire, ed esplorare cercando dove possono esserci delle infezioni.
Anche per questo motivo, alcuni dottori preferiscono effettuare un’isterectomia per evitare di toccare i dispositivi e creare frammenti.
Purtroppo, però, anche con l’isterectomia ci sono stati casi di frammenti, questo perché bisogna comunque conoscere bene il dispositivo, capire come sono posizionati all’interno della donna e quindi adoperarsi per rimuoverli sapendo esattamente cosa si può andare a toccare e cosa no.
In Italia si sta chiedendo che venga creato un protocollo, quello che noi ci auguriamo è che venga fatto in maniera adeguata tenendo conto di tutte le opzioni disponibili, e non solo dell’isterectomia.
Luca e la sua compagna, nel 2017, hanno preferito rivolgersi all’esperto olandese di cui ha parlato prima, Il quale ha effettuato una salpingectomia bilaterale con eventuale resezione delle corna uterine ( eventuale perché dipende da caso a caso), senza dover rimuovere l’intero utero, che comunque, come intervento, anche a detta del dottore, è una menomazione abbastanza importante per le donne ed è un intervento più invasivo e con più rischi e complicanze, sia da un punto di vista psicologico che fisico. Dopo la rimozione, la qualità della vita della sua compagna è migliorata notevolmente rispetto a prima. Il video della puntata:

https://www.facebook.com/103545447719196/posts/183911496349257/

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